POLITICA E SOCIAL: Una storia di scandali

La politica ha sovente le idee poco chiare su come usare il web nel migliore dei modi, in particolare su come NON USARE il web, su quali siano i rischi, le controindicazioni, su come un personaggio pubblico debba sempre stare molto attento a ciò che fa con i suoi contenuti e le sue immagini, di come basti un piccolo gesto per trovarsi nei guai, per generare scandali capaci di mettere la parola fine alla propria carriera in modo assolutamente disastroso.

Forse il migliore esempio da questo punto di vista è il caso del Deputato Chris Lee, che qualche anno fa (si parla del 2011) finì nell’occhio del ciclone per il fatto di essersi iscritto su Craiglist.

Questo sito è in realtà un pò tutto ed il contrario di tutto, dal momento che permette di condividere annunci inerenti acquisti, lavori, eventi ma anche incontri. E proprio qui il Deputato avrebbe creato un profilo, grazie al quale avrebbe sedotto una donna; quest’ultima sarebbe una 34enne del Maryland, che attratta dall’annuncio pubblicato nella sezione Women for Men, inerente un 39enne divorziato e lobbista, avrebbe contattato il Deputato, sposato e con prole naturalmente!

Purtroppo il “Don Giovanni” made in USA del web,  sarebbe stato scoperto dalla donna per quello che è: un mentitore ed un impostore.

Di lì a poco la rivista gossip Gatwirck avrebbe divulgato il fattaccio, mettendo al centro dello scandalo Lee, costretto in breve tempo a rassegnare le sue dimissioni.

Tuttavia questo è solo uno dei tanti scandali che mostrano in che modo sovente infantile ad approssimativo diversi personaggi politici e pubblici si siano fatti “beccare” in modo puerile in attività ben poco edificanti, per la loro immagine pubblica e privata.

Uno dei casi più incredibili è stato sicuramente quello di Anthony Weiner, protagonista di quello che è passato alla storia come il Weinergate: Weiner il 27 Maggio del 2011 usò infatti il suo account Twitter per mandare foto osé ad una sua follower, scatenando uno scandalo dove dopo i primi giorni di resistenza, aveva infine confessato di aver mandato foto simili ad un totale di sei donne in un periodo di circa tre anni. In seguito si era dimesso dal suo seggio al Congresso.

Finita qui con gli scandali? Macché…basta aspettare due anni, il 2013, ed eccolo rispuntare come uno dei papabili per la poltrona di sindaco a New York, salvo dover lasciar perdere pure qui perché intanto aveva ricominciato ad inviare sue foto osé ad una 22enne usando un falso account.

Altri tre anni ed ecco che Weiner ci ricasca, stavolta è il New York Post a mostrare le foto che il politico invia ad un’altra donna, una delle quali lo ritrae a letto con il suo bambino.

Pochi mesi dopo viene scoperto dal Daily Mail mentre invia altre sue immagini osé ad una ragazzina di 15 anni del North Carolina, con la diretta conseguenza di vedersi incriminato per divulgazione di materiale pornografico verso un minore, ma quando gli viene sequestrato il computer ed esaminato il contenuto, spunta anche l’accusa di reati ben peggiori.

Gli scandali di Weiner lo portano quindi ad una condanna a 21 mesi di prigione per i reati contestati.

E si tratta solamente di alcuni degli scandali politici legati alla dabbenaggine ed insulsa idiozia nell’usare i social media da parte dei politici americani.

In Europa per ora ci dobbiamo accontentare di molto meno, come per esempio dell’ex vicesindaco di Londra Richard Barnes, che è finito agli onori della cronaca nel 2013 per alcune foto dove appariva nudo dalla cintola in giù, finite su internet senza che il 65enne politico londinese sapesse dare una spiegazione.

Barnes, gay dichiarato, aveva più volte  detto di sospettare un hackeraggio del suo i-phone e di essere totalmente distante per cultura e mentalità da queste genere di cose.

Infine la verità: le sue foto le aveva uplodate lui stesso per errore su Facebook, probabilmente per una svista.

Certo, il mondo di questa, come di tutti gli altri casi elencati qui e non, avrebbe fatto volentieri a meno…

 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE